Riflessologia plantare
Trattamenti che prevedono pressioni e stimolazioni di specifiche aree del piede secondo i principi della riflessologia.
Riflessologia plantare
La riflessologia plantare è uno degli strumenti che utilizzo all’interno dei percorsi naturopatici.
Il mio approccio parte però da un concetto ancora più ampio: prima di lavorare sul corpo, mi piace partire dalle sue fondamenta: dal piede.
Il piede sostiene il nostro peso, ci mette in relazione con il terreno e partecipa continuamente al modo in cui camminiamo, ci muoviamo e organizziamo la nostra postura.
Eppure, molto spesso, iniziamo ad occuparcene soltanto quando compare un fastidio.
Riflessologia plantare
La mia attenzione verso il piede nasce anche da un’esperienza personale: per molti anni ho convissuto con il piede piatto.
Successivamente, attraverso un percorso dedicato al movimento naturale e al lavoro specifico sul piede, ho iniziato a comprenderne molto di più l’importanza.
Da lì è nato un vero e proprio interesse profondo che mi ha portata ad avvicinarmi alla riflessologia podalica olistica.
Durante il trattamento non considero il piede semplicemente come una mappa da seguire – prima ancora del contatto osservo.
Guardo l’appoggio, la forma, il modo in cui il piede si presenta, le zone maggiormente sollecitate, eventuali callosità, secchezza, tensioni e il modo in cui la persona distribuisce il proprio peso.
È un momento di osservazione che viene poi integrato con il trattamento manuale.
Attraverso il contatto vengono stimolate diverse aree del piede secondo i principi della riflessologia, prestando attenzione anche alle sensazioni riferite dalla persona.
La riflessologia tradizionalmente associa determinate zone del piede a differenti parti del corpo.
Nel mio lavoro queste corrispondenze vengono utilizzate come chiave di lettura olistica e non come strumento diagnostico.
Una zona sensibile del piede, quindi, non significa automaticamente che esista un problema nell’organo ad essa associato.
Riflessologia plantare: un trattamento che cambia insieme alla persona
Una delle cose che trovo più interessanti della riflessologia è osservare come la percezione possa modificarsi nel tempo.
Da un trattamento all’altro può cambiare la sensibilità del piede, possono emergere zone precedentemente poco percepite e può cambiare il modo in cui la persona vive il contatto.
Per questo non considero mai due trattamenti identici.
Il piede viene ascoltato ogni volta nuovamente, senza cercare necessariamente qualcosa che “non va”, ma osservando ciò che la persona porta in quel preciso momento.
Mi capita anche di incontrare persone che, durante il primo trattamento, riferiscono di non sentire praticamente nulla.
È un aspetto che trovo particolarmente interessante.
Non interpreto l’assenza di sensibilità come una diagnosi o come la prova della presenza di uno squilibrio.
Può però diventare uno spunto per lavorare sulla percezione del proprio corpo.
Con il procedere del percorso alcune persone iniziano infatti a riconoscere sensazioni che inizialmente non percepivano o alle quali semplicemente non prestavano attenzione.
Per me questo è uno degli aspetti più belli del lavoro naturopatico: aiutare la persona a diventare progressivamente più presente e più capace di ascoltarsi.
Riflessologia plantare: non è solo il piede
La riflessologia, all’interno di Feminae, non rimane isolata dal resto del percorso.
Dal piede possiamo iniziare a parlare di movimento, postura, abitudini quotidiane, respirazione, percezione corporea e vissuto emotivo.
Il trattamento diventa quindi un momento di ascolto e un punto di partenza per guardare la persona nella sua globalità: corpo, emozioni e stile di vita.
La riflessologia plantare è una pratica complementare di benessere e non sostituisce una valutazione medica, non formula diagnosi e non viene utilizzata per curare patologie.
Il suo valore, nel mio modo di lavorare, sta soprattutto nel contatto, nell’ascolto e nella possibilità di riportare attenzione proprio lì da dove parte ogni nostro passo: i piedi.




