Test kinesiologico dei Fiori di Bach

Un percorso che utilizza il test kinesiologico come strumento per orientare la scelta dei Fiori di Bach in relazione al momento emotivo che si sta vivendo.

Test kinesiologico dei Fiori di Bach

L’obiettivo è offrire uno spazio di ascolto e consapevolezza per individuare una combinazione floreale personalizzata come supporto al percorso personale.

I Fiori di Bach fanno parte degli strumenti che utilizzo all’interno della consulenza naturopatica, soprattutto quando sento che nel percorso della persona è importante dare spazio anche alla dimensione emotiva.

Test kinesiologico dei Fiori di Bach

Il metodo nasce dal lavoro del medico inglese Edward Bach, nato il 24 settembre 1886, medico, batteriologo e patologo. Tra gli anni Venti e Trenta sviluppò un sistema composto da 38 rimedi floreali, associando ciascun rimedio a differenti stati e sfumature emotive.

Negli ultimi anni della sua vita Bach lasciò progressivamente il lavoro di laboratorio per dedicarsi alla ricerca e all’osservazione delle piante, viaggiando soprattutto attraverso l’Inghilterra e il Galles.

Il suo sistema nasce quindi da una visione profondamente legata alla natura e dall’idea che la persona debba essere considerata nella sua globalità.

Nel sistema di Bach ogni fiore viene associato a una particolare qualità o condizione emotiva.

Nel mio modo di utilizzare i Fiori di Bach non penso quindi al fiore come a qualcosa che debba “aggiungere” alla persona ciò che le manca.

Preferisco pensarlo come uno strumento che può accompagnarla nel riconoscere risorse e qualità che sono già presenti dentro di sé, ma che in un determinato momento della vita possono essere difficili da esprimere in maniera equilibrata.

aura, insicurezza, difficoltà nel cambiamento, eccessivo senso di responsabilità, scoraggiamento, bisogno di controllo o difficoltà nel lasciare andare sono soltanto alcuni degli stati emotivi che vengono descritti all’interno del sistema floreale di Bach.

Fiori di Bach: come li utilizzo durante la seduta

La scelta dei Fiori di Bach viene inserita all’interno di un percorso più ampio. Non parto semplicemente dal sintomo, ma dalla persona: dal momento che sta vivendo, dalle sue emozioni, dal suo modo di reagire agli eventi e dalle risorse che sente di avere a disposizione.

Nel mio metodo posso utilizzare anche il test muscolare kinesiologico come strumento complementare di esplorazione. Attraverso una risposta muscolare osservo come la persona reagisce ai diversi stimoli proposti e utilizzo questa informazione insieme al colloquio e all’osservazione complessiva.

Non considero però il test kinesiologico uno strumento diagnostico né un metodo scientificamente validato per identificare patologie o carenze.

Una volta individuati i fiori più coerenti con il percorso della persona, viene preparata o indicata una miscela personalizzata da utilizzare secondo modalità definite individualmente.

È soprattutto nei grandi passaggi della vita che trovo particolarmente interessante utilizzare i Fiori di Bach.

La gravidanza ne è un esempio molto importante: è un periodo in cui cambiano il corpo, la percezione di sé, le relazioni, le aspettative e spesso anche paure e sensibilità diventano più presenti.

Per questo mi piace definire i Fiori di Bach come un piccolo sostegno invisibile durante il cambiamento.

Non servono a eliminare ciò che una donna sente, ma possono entrare nel percorso naturopatico come occasione per ascoltare più attentamente quello che sta vivendo.

Lo stesso può accadere nel post parto, durante un cambiamento familiare, professionale o personale, oppure semplicemente in quei momenti in cui sentiamo di essere in una fase di passaggio.

Fiori di Bach e gravidanza

Durante la gravidanza il mio lavoro con i Fiori di Bach è rivolto soprattutto alla sfera emotiva.

Possono diventare parte di un percorso dedicato all’ascolto delle paure, delle aspettative, del cambiamento dell’identità, dell’avvicinamento al parto e successivamente dell’ingresso nel post parto.

Non sostituiscono medicinali, cure o valutazioni sanitarie e non vengono utilizzati per trattare condizioni mediche.

Sono semplicemente uno degli strumenti che posso integrare nel percorso naturopatico insieme al colloquio, all’ascolto e al lavoro sul corpo.

Per me il valore dei Fiori di Bach non sta nel cercare “il fiore giusto per il problema”.

Sta piuttosto nel fermarsi e chiedersi:

  • che cosa sto vivendo?
  • come sto reagendo?
  • di quale mia risorsa avrei bisogno in questo momento?

Il fiore diventa così parte di un percorso di consapevolezza.

È importante anche specificare che le prove scientifiche disponibili non hanno dimostrato un’efficacia specifica dei Fiori di Bach superiore al placebo nelle condizioni studiate.

Per questo nel mio lavoro vengono proposti esclusivamente come pratica complementare di benessere e mai come terapia o alternativa alle cure mediche.

I Fiori di Bach, nel percorso Feminae, sono soprattutto questo: uno spazio in più per ascoltare ciò che stai vivendo e accompagnarti nei momenti di trasformazione.